Non ho tempo | Pensieri

É la frase che diciamo più spesso. Specialmente nelle cose che riguardano Dio e la cura della nostra interiorità: ‘non ho tempo per queste cose…’ ripetiamo, tuttavia, mentre lo facciamo, una tenue vocina interiore ci ricorda che forse potremmo fare altrimenti.

In realtà il vero problema non è l’organizzazione razionale dei nostri impegni, ma è capire dove sta il nostro cuore, cosa desideriamo.

Ad ogni modo Dio vuole il cuore e non il tempo o le cose. Tempo e cose li possiede già, li può anche creare in ogni momento. L’unica cosa che Dio non ha è il nostro cuore. Quello appartiene a noi, ce lo ha donato ed è nostro finche non lo mettiamo nelle sue mani. Così, a ben guardare da vicino il problema, Il tempo, altro non è che un’emanazione del nostro cuore. Una sua conseguenza. Noi ci dedichiamo con più attenzione esattamente dove il nostro cuore decide di soffermarsi. E Gesù lo sa, Gesù sa infatti che là dov’è il nostro cuore, c’è anche il nostro tesoro, e viceversa (cf. Mt 6,21). Cuore e tesoro, sempre, ma proprio sempre, abitano nello stesso luogo. E se il tempo – come spesso si dice – è denaro, allora esaminiamo il nostro cuore e troveremo l’ordine del tempo. Il giusto modo di organizzare la vita.

Dobbiamo perciò ritornare a prenderci cura del nostro mondo interiore, dell’invisibile che è in noi per ottenere un vita diversa. Sapendo che nella cura di sé, i tempi si dilatano e diventano più umani. Affogare nella frenesia del fare e dei doveri non prorogabili non ci porta a nulla. Ma se curiamo il nostro spirito, se allarghiamo gli spazi del dono di Dio in noi e coltiviamo una elevatezza d’animo, pian piano emerge dal cuore una capacità nuova, un rafforzamento della volontà, in cui saper dire ‘no’ ad alcune cose e ‘si’ ad altre è semplice. La vita ritorna ordinata, il sapore del mondo ci viene riversato in grembo come frutta matura. Bellezza e dolore sono messi in equilibrio.

Agostino d’Ippona diceva che nella vita bisogna dare spazio a ‘tre forme di tempo’ (che poi seguendo il ragionamento sarebbero tre disposizioni di cuore): Il tempo per il Signore, il tempo per gli altri, il tempo per se stessi.

Se, infatti, dovesse mancare a lungo il tempo per il Signore, diventeremo presto aridi, poveri, incapaci di rispondere con qualità alle domande della vita. Ci trasformeremo lentamente in uomini e donne ‘ad una dimensione’, quella della materia, dell’utilità, della non gratuità. Se Dio non c’è, noi siamo i veri idoli, il vero centro del mondo. Gli altri saranno sempre sudditi e mai amici.

Se mancasse invece il secondo tipo di tempo, quello da dedicare agli altri, allora la nostra strada sarà quella dell’egoismo, del narcisismo. Noi diventiamo i veri predatori del mondo. Il comando di Dio all’uomo posto nel giardino dell’Eden di ‘coltivare e custodire’ perde qui di ogni valore. Al suo posto si instaura un nuovo comando quello del ‘possesso e della distruzione’, possesso delle cose e degli altri, distruzione di ogni legame.

Ma se mancasse il tempo per noi, se mancasse quella magnifica solitudine, traboccante di contemplazione e di ritiro momentaneo dalla frenesia del mondo, in cui, con l’aiuto della divina grazia, ci rigeneriamo, ci correggiamo, mettendoci in uno stato di attesa, di ascolto, di discernimento, la nostra bellezza e quella degli altri diventerebbe irriconoscibile. Il buio e non luce sarebbe il nostro salario.

Un ultima cosa. Ho osservato spesso gli uomini e le donne di Dio, attraverso libri e articoli, racconti, ma anche incontrandoli personalmente, e trovo sempre in loro una costante: non sono mai loro il centro del mondo, più sono grandi e più sono semplici. Hanno occhi luminosi e gesti affabili, perché sanno che la loro vita dipende da Dio, e soprattutto, alla loro presenza senti forte come una chiamata interiore ad essere migliori, santi. Hanno sempre tempo per tutti.

Ecco, io credo che loro hanno vissuto pienamente una forma triadica di tempo.