Ci siamo dimenticata dell’anima | Martha C. Nussbaum | Filosofa 1947 –

“Ma sembra che ci stiamo dimenticando dell’anima, di cosa significa per il pensiero uscire dall’anima e unire la persona al mondo in una maniera ricca, sottile e complessa;

ci stiamo dimenticando che significa considerare la persona come un’anima, anziché come mero strumento utile, oppure dannoso, per il conseguimento dei propri progetti; di cosa significa rivolgersi, in quanto possessori di un’anima, a qualcun altro che si percepisce come altrettanto profondo e complesso.

La parola ‘anima’ ha connotati religiosi per tante persone e non voglio insistere su questo, ne contestarlo. Ognuno può considerare tali aspetti, oppure ignorarli. Voglio sottolineare, però, ciò che sia Tagore che Alcott intendevano con questo termine: la capacità di pensiero e immaginazione che ci rendono umani e che fanno delle nostre relazioni qualcosa di umanamente ricco, non relazioni di semplice uso e manipolazione.

Quando ci troviamo in società, se non abbiamo imparato a vedere noi stessi e gli altri in questo modo, a immaginare reciproche capacità di pensiero ed emozione, la democrazia è destinata a cadere, perché è costruita sul rispetto e la cura, e questi a loro volta sono costituiti sulla capacità di vedere le altre persone come esseri umani, e non come oggetti”.

(M. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, il Mulino, Bologna 2011, 25)