L’educazione come l’amicizia non è mai 5g, ma è prendersi del tempo… tanto tempo | Marc Augé – Filosofo ( 1935 – )

L’educazione come l’amicizia non è mai 5g, ma è prendersi del tempo… tanto tempo.

“Penso che la spontaneità sia una cosa bella, che offre svago; è senza calcolo, immediata. Le si può certamente accordare la qualità di essere sincera.

Al tempo stesso, però, è molto pericolosa.

Tutti possono essere spontanei, quali che siano la formazione, i difetti o le mancanze, e la spontaneità diventa spesso un riflesso automatico. Credo che l’educazione – per riprendere questa parola – dovrebbe essere considerata in rapporto al tempo. Tale rapporto, infatti, è essenziale nelle relazioni sociali, delle quali tempo e spazio sono le dimensioni simboliche e imprescindibili. La spontaneità, invece, ignora il tempo.

L’arte di calcolare il tempo, di prendersi il proprio tempo, al giorno d’oggi è un’arte sempre più ardua da praticare, a causa dei nuovi mezzi tecnologici che ci fanno vivere in un mondo di spontaneità immediata, nella dimensione dell’istantaneità.

Ritengo che in questa istantaneità risieda un pericolo, perché la relazione fra le persone richiede tempo. Esiste un gran numero di esempi di spontaneità collettiva sfociata in veri e propri disastri, e occorre ricordare che non c’è niente di più spontaneo della violenza.

Se dovessimo definire un programma educativo, dunque, dovremmo inserirvi la “messa in tutela”, la protezione della spontaneità, e coltivare il desiderio di informare, di avere pazienza, di riflettere e di conoscere.

Il mio ideale di conoscenza umana passa certamente per l’intuizione, ma ha assoluto bisogno di riflessione.

L’ideale di conoscenza, che è lo scopo supremo dell’educazione, deve dunque annoverare in sé l’arte di padroneggiare il tempo. Beninteso, alla spontaneità si collegano la sincerità e qualità affini senz’altro positive, ma resta comunque una virtù infantile che occorre saper educare.”

(M. Augè, Prendere tempo. Un’utopia dell’educazione, 2016)