Le parole che dicono di noi | Eugenio Borgna – Psichiatra ( 1930 – )

“Le parole sono creature viventi, ma anche, con una definizione ancora piú smagliante, sono prigioni sigillate dal mistero, e ogni volta dovremmo essere capaci di aprire queste prigioni, di togliere loro i sigilli, di farne sgorgare i significati, e di scrutarne le cifre tematiche solo apparentemente oscure, e inesplicabili.

Le parole non sono mai inerti e mute ma comunicano sempre qualcosa. Impegnative per chi le dice, e per chi le ascolta, cambiano di significato nella misura in cui cambiano i nostri stati d’animo, e non è facile coglierne fino in fondo le risonanze.

Una volta dette, le parole, non ci appartengono piú, e sono determinanti nell’aprire i cuori alla speranza, o nel condurli alla disperazione.

Le parole cambiano il loro significato nella misura in cui si accompagnano al linguaggio del corpo vivente, del sorriso e delle lacrime, degli sguardi e dei gesti, e anche al linguaggio del silenzio: sí, anche il silenzio parla, bisogna saperlo ascoltare, ed esserne in dialogo senza fine”.

((E. Borgna, Parlarsi: La comunicazione perduta, 2015)