“Prima del peccato, quando era ancora innocente, la voce con cui di Adamo cantava le lodi, era quella degli angeli, che la possiedono per la loro natura spirituale. Ma quando si lasciò ingannare dal diavolo, opponendosi per suggestione di costui alla volontà del suo creatore, Adamo perse la somiglianza con le voci angeliche che aveva nel paradiso.
Tuttavia Dio, che nella luce della verità destina le anime degli eletti alla beatitudine, aveva già deciso di rinnovare nel corso del tempo molti cuori, quanti più poteva, inviando lo Spirito della profezia, e i santi profeti, ispirati dall’insegnamento dello Spirito, composero non soltanto salmi e cantici da cantare per accendere la devozione dei fedeli, ma inventarono anche diversi strumenti musicali.
In seguito uomini sapienti e di buona volontà, con arte umana inventarono diversi generi di melodie, per poter cantare assecondando il piacere dell’anima, e cantavano seguendo le note che indicavano coi movimenti delle dita, come per per ricordare che Adamo, nella cui voce prima del peccato c’era ogni suono armonioso e tutta l’arte della musica, fu formato dal dito di Dio, ossia dallo Spirito Santo.
Nella condizione in cui era stato creato, la forza e la sonorità della sua voce erano tali che la fragilità dell’uomo mortale non avrebbe potuto in alcun modo sopportarle. Per questo, quando il diavolo ingannatore udì che l’uomo aveva cominciato a cantare per ispirazione di Dio stesso, e capì che attraverso quest’arte si sarebbe trasformato fino a recuperare la dolcezza dei canti della patria celeste, vide dissolversi la macchinazioni della sua astuzia, e ne fu così spaventato da tormentarsi non poco, e poichè allora, nell’ascoltare il canto l’uomo sospira e piange poichè si ricorda della natura dell’armonia celeste, il profeta considerando sottilmente la natura profonda dello spirito e comprendendo che l’anima è armonica, ci esorta, nel salmo, a proclamare Dio sulla cetra e a lodarlo sul salterio a dieci corde.
Questo affinché la legge sia compiuta, perché la cetra, che ha un suono più basso, si riferisce alla disciplina del corpo, mentre il salterio che emette suoni più alti si riferisce all’intenzione dello Spirito.
Il corpo in verità è il vestito dell’anima che vive nella voce, e perciò, è giusto che il corpo attraverso la voce canti con l’anima lodi a Dio”.
(Ildegarda di Bingen, Symphonia harmoniae celestium revelationum | testo scritto tra il 1151 e il 1158).



