Gli adulatori sono falsi amici | Aristotele (383 – 322 a. C.)

“É opinione comune che a causa dell’ambizione la moltitudine voglia essere oggetto di amicizia piuttosto che offrirne; e per questo la massa è amica degli adulatori: l’adulatore è infatti un amico inferiore, o comunque simula di esserlo volendo essere amico più che oggetto di amicizia; e l’essere fatti oggetto di amicizia è comunemente ritenuto vicino all’essere onorati, cosa alla quale, appunto, la moltitudine degli uomini tende.

Sembra che essi ricercano l’onore non per sé, ma per accidente: gli uni, e non sono pochi, godono di essere onorati da uomini che ricoprono incarichi importanti a causa della speranza di ottenere da loro qualunque cosa di cui abbiano bisogno; E quindi godono di quell’onore come di un segno del beneficio da ricevere; invece altri, che desiderano l’onore da parte degli uomini virtuosi e sapienti, mirano a rafforzare la propria reputazione: perciò provano piacere nel prestare fede al giudizio di coloro che affermano che sono buoni.

Gli uomini gioiscono del fatto … di essere oggetto di amicizia: perciò si ammetterà che l’esserlo è meglio che il venir onorati e che l’amicizia è degna di essere scelta per se stessa. Ma sembra che l’amicizia consiste nell’amare piuttosto che nell’essere oggetto di amicizia.

Una prova ne é il fatto che le madri sentono gioia nell’amare. Alcune danno i loro figli a balia e li amano sapendo che sono i loro figli, mentre non cercano di essere contraccambiate nei loro affetto, qualora entrambe le cose non siano possibili, ma sembra loro sufficiente vederli prosperare: esse li amano anche se quelli, a causa della loro ignoranza, non ricambiano loro nulla di ciò che conviene ad una madre”.

(Arisotele, Etica a Nicomaco, 1159,11)

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