predicare quanto basta

“Quando un oratore si prepara a parlare, badi di parlare con prudenza per non indurre in errore  i cuori  degli ascoltatori con espressioni confuse, e per non rompere con insipienza, pur volendo sembrare sapiente, la compagine dell’unità. 

Chi insegna infatti, veda di non applicarsi a predicare più di quanto può essere appreso dall’uditore, perché deve piegarsi alla limitatezza degli ascoltatori affinché, mentre espone ai piccoli le cose sublimi e per questo non utili, non si sforzi di mostrare di più di quanto non occorra agli ascoltatori. 

(Infatti) Per comando del Signore vengono preparate non solo le coppe per la mensa del tabernacolo, ma anche i bicchieri.

Con le coppe si indica la predicazione ‘larga’,  coi bicchieri i concetti più piccoli e meno profondi.

Dunque alla mensa di Dio vi sono coppe e bicchieri, perché nell’ammaestramento, del sacro eloquio (…predicazione) non bisogna trasmettere solo le cose grandi …, ma anche cose piccole ed esigue, le quali, come attraverso un assaggio, espongono un concetto. 

E infatti uno pieno di conoscenza della verità inebria gli ascoltatori ed è come se porgesse una coppa; un altro non riesce a condurre a compimento quello che sente, ma, siccome ciascuno dei due porta l’annunzio, offre un assaggio tramite un bicchiere”.

(J. Leclercq, Predicare nel medioevo, JacaBook, Milano 2001, 12-13) 

Commento a Nm 4,7: “Poi stenderanno un drappo di porpora viola sulla tavola dell’offerta e vi metteranno sopra i piatti, le coppe, le anfore, le tazze per le libazioni; vi sarà sopra anche il pane perenne”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *