La pedagogia di Satana | Tommaso D’aquino (1225 – 1274)

“La tentazione che viene dal nemico, come dice san Gregorio, consiste in un suggerimento. Ora un suggerimento non viene dato a tutti alla stessa maniera, ma a ciascuno secondo le sue tendenze e disposizioni. Ecco perché il demonio non tenta l’uomo spirituale subito a peccati gravi; ma comincia dai più leggeri per arrivare gradatamente a quelli più gravi. Cosicché san Gregorio spiegando quel passo di Giobbe ‘ da lontano adora la battaglia, le esortazioni dei capi e gli urli dell’esercito’ scrive: ‘Giustamente è detto che i capi esortano e l’esercito urla’, perché i primi vizi penetrano nell’anima ingannata sotto forma di ragionamenti; ma quei tanti che ne seguono, trascinando l’anima ad ogni follia, la confondono con il clamore quasi bestiale’.

Tale metodo fu usato già dal demonio nella tentazione del primo uomo. Prima infatti ne richiamò la mente sull’obbligo di non mangiare il frutto proibito: ‘Perché Dio vi ha proibito di mangiare di tutti i frutti del paradiso?’. Poi lo tentò di vana gloria: ‘ I vostri occhi si apriranno’. E infine, portò la tentazione all’estremo limite della superbia: ‘Diventerete come Dio, conoscendo il bene ed il male’.

Lo stesso ordine seguì nel tentare Cristo.

Prima lo tentò su quelle cose che gli stessi uomini più spirituali sono costretti a desiderare: cioè sul sostentamento del corpo mediante il cibo.

In secondo luogo passò a suggerire cose in cui talvolta anche gli spirituali mancano, a fare qualcosa per ostentazione: cioè lo tento di vana gloria.

Terzo lo tentò su cose che appartengono non agli uomini spirituali, bensì a quelli carnali: suggerì cioè la brama delle ricchezze e della gloria mondana ‘fino al disprezzo di Dio’. Ecco perché nelle prime due tentazioni disse: ‘ Se sei Figlio di Dio’; ma non lo disse nella terza, perché questa, a differenza delle prime due, non si addice agli uomini spirituali, che sono figli di dio per adozione.

Cristo ha resistito a queste tentazioni, non con la forza del suo potere, ma con i testi della legge: ‘Per onorare maggiormente l’uomo’, come dice papa S. Leone     ‘e punire maggiormente l’avversario, in quanto nemico del genere umano veniva vinto da Cristo non come Dio ma come uomo’

[….]  Come nota sant’Ambrogio: ‘ La Scrittura non avrebbe detto che il diavolo si allontanò da lui (da Cristo) esaurita ogni specie di tentazione, se nelle tre tentazioni non fosse contenuta la materia di tutti i peccati. Le cause delle [altre] tentazioni sono infatti le stesse delle tre brame suddette, cioè: ‘L’attrattiva della carne, la speranza della gloria, l’ambizione del potere’.

Cristo non si sdegnò né rimproverò il demonio quando subì l’ingiuria delle tentazione con le parole: ‘Se sei Figlio di Dio, gettati giù′. Quando però il demonio io usurpò l’onore di Dio dicendo:’ Ti darò tutte queste cose se prostrato mi adorerai’, allora lo scacciò indignato con le parole: ‘Va via Satana’. Questo perché imparassimo dal suo esempio a sopportare con animo forte le ingiurie rivolte a noi, ma non a tollerare le ingiurie contro Dio”.

(Tommaso d’Aquino, La Somma Teologica, Vol. XXV, III, questione 41, articolo 4).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *