Parole come cose | Pensieri

Che la parola sia qualcosa di straordinario lo sappiamo tutti.

Lo sa ogni madre dopo aver generato la vita dal suo corpo, insegnando al figlio ‘a parlare’, gli comunica una nuova vita, aprendolo al mondo delle cose e degli uomini, sviluppando in lui creatività e spirito, fino a far emergere l’amore, l’amicizia, la disposizione  benevola verso la vita.

Ma lo sanno anche i figli, quando per vecchiaia o malattia, i loro genitori perdono la parola. In quel loro non parlare più, si crea distanza, una chiusura dalle cose del mondo, la morte delle relazioni di un tempo. Il loro silenzio tuttavia, non è come quello dei bimbi, é il silenzio della fine, è silenzio che conserva la memoria di parole e fatti. É il silenzio che prelude all’incontro con il grande Verbo della vita.

Le parole sono allora cose, fatti, non semplici suoni.

Lo percepiamo, ad esempio, quando ci pentiamo di aver detto qualcosa che ha causato dolore o, al contrario, non abbiamo detto qualcosa che poteva creare pace.

A volte diciamo parole, altre volte le sprechiamo passando dal dire alla chiacchiera vuota, altre ancora le usiamo per nasconderci come dietro un paravento, perché lì dietro, ci sentiamo al sicuro, possiamo continuare a fare tutto ciò che ci piace senza dover rendere ragione delle nostre azioni.  Per questo le parole sono diventate il nostro rifugio, congegni di di nascondimento, cose che che ci mettono al riparo dagli sguardi del mondo.

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Ma la parola di Dio non è così… essa ci svela dentro e ci toglie l’inganno dell’ipocrisia e l’ambiguità del falso nascondimento. Essa è luce nel buio e tutto è chiaro li dove arriva. Ha la forza di penetrarci dentro, come una trafizione dell’anima, arrivando a toccare le giunture delle ossa, separando l’anima dallo spirito, ciò che da vita da ciò che la toglie.

Si… la tua parola Signore è differente dalla nostra.

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