Le parole (ci) espongono | Pensieri

Le parole vere ci espongono, rendendo udibile l’invisibile che vive in noi.

Ci portano fuori, nella misura in cui cuore e mente si depositano in esse. Gesù dice: “la bocca parla della pienezza del cuore”, mentre il libro della Sapienza ammonisce: ” Il saggio ha la bocca nel cuore mentre lo stolto ha il cuore sulla bocca” (Sap 21,29).

Per questo, ogni pio israelita, sa bene che prudenza e saggezza sono sorelle che abitano nella casa della parola. Proprio qui vive la bellezza di una persona: quando il cammino nella verità  e la faticosa esperienza di essere uomo e credente è finalmente ridotta a parola. In quella parola apparirà un novum, come un dono donato, perché l’altro potrà raccoglierne il frutto, potrà anche lui prendere parte a quel bene che si è prodotto nell’altro, anche lui potrà arricchirsi di tutto ciò che non è originariamente suo.

Le parole dei poeti, dei pensatori scrupolosi e onesti, dei credenti illuminati, potranno così diventare cibo nutriente.

Ri-conosceremo in esse qualcosa da imitare. Quelle parole ricche del nostro sangue, diventeranno per gli altri medicina dell’anima, consolazione dello spirito, balsamo di fraternità, fuoco che brucia e che addirittura converte.

Si, le parole dette ci espongono ed allo stesso tempo ci responsabilizzano: “Ma io vi dico che di ogni parola inutile gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio” (Mt 12,36)”, dice ancora Gesù. Perché la parola responsabile è diversa da quella dei vuoti chiacchieroni. Per Gesù infatti l’inutilità della parola è quella che non edifica niente, non produce verità, non crea nessuna bellezza. É parola che si nutre di vacuità, sterilità e giudizio.

E forse perché siamo stati affascinati per troppo tempo dalla parola della scienza, quella che ricava la sua efficacia da processi necessari, o abbiamo ricercato quelle parole che impongono  i propri diktat, abbiamo dimenticato quella che è propriamente umana:  una parola capace di convince il cuore. Abbiamo dimenticato la parola dell’amico che vuole il bene dell’altro o dell’amante che non desidera a tutti i costi il proprio interesse. O forse ancora perché abbiamo nascosto quella parola che comunica l’altra Parola, quella che non viene da noi,  che il mondo è diventato più povero di noi e di Dio.

Si, le parole, quelle vere e solo esse, ci espongono,  ci costano la manifestazione di chi siamo realmente ma sono cibo per il mondo.

Questo è il prezzo da pagare perché possano vivere negli altri come un dono prezioso, coscienti che, facendole risuonare, potranno risvegliare qualche cuore, potranno aprirlo a Dio.

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