Quei ‘dogmi’ come punti fermi nel cammino educativo dei giovani | Gilbert Keith Chesterton (1874 – 1936)

Educazione è una parola come «trasmissione» o «ereditarietà»; non è oggetto, ma un metodo, e con essa si intende la trasmissione di certe cose, idee e caratteristiche ai nuovi nati.

Si può trattare delle cose più belle , o delle idee più assurde, o delle caratteristiche più sgradevoli; se tuttavia sono tramandate  da una generazione all ‘altra si chiamano educazione.

Ora l’educazione non è come la teologia: non è una cosa inferiore o superiore, appartiene ad un ambito diverso. La teologia sta all’educazione come una lettera d’amore sta al Mi­nistero delle Poste.

Il signor Fagin era «educativo» almeno quanto il dottor Strong se non di più. Educare significa dare qualcosa – talvolta veleno… Educazione è tradizione e la tradizione (lo dice la parola stessa) può essere ‘tradimento’.

Ora la prima verità è francamente banale, ma è ignorata così pervicacemente nei comuni discorsi politici da obbligarci a enunciarla chiaramente.

Un bambino piccolo, figlio di un piccolo commerciante, che vive in a piccola casetta, vieneistruito a mangiare il suo breakfast, a prendere la sua medi­cina, ad amare il suo paese, a dire le preghiere e a mettersi il vestito buono la domenica.

Ovviamente, se il ragazzo è stato adottato da Fagin, imparerà a bere gin, a mentire, a tra­dire il proprio paese, a bestemmiare e a dossare baffi finti. Ma anche il vegetariano signor Salt abolirebbe il break­fast del bambino; la signora Eddy butterebbe via la sua me­dicina; il conte Tolstoj lo sgriderebbe per il fatto di amare il proprio paese; il signor Blatchford gli impedirebbe di dire le preghiere ed Edward Carpenter, in teoria, denuncerebbe il vestito buono e forse i vestiti.

Ora, io non difendo alcu­na di queste idee progressiste, nemmeno quelle di Fagin. Mi domando, tuttavia, che cosa sia diventata, in mezzo a tutta quella gente, l’entità astratta chiamata educazione.

Infatti non ac­cade, come si potrebbe supporre, che il commerciante inse­gni l’educazione e il cristianesimo; Salt l’educazione e il vegetarianismo; Fagin l’educazione e il crimine. In realtà questi insegnanti non hanno nulla in comune, eccetto il fatto che insegnano.

In breve, l’unica cosa che li accomuna è la sola cosa che detestano apertamente: il comune concetto di autorità. È curioso che vi siano persone che parlano di sepa­rare i dogmi dall’educazione. Invero i dogmi sono l’unica cosa che non può essere disgiunta dall’educazione: i dogmi sono l’educazione.

Un segnante non dogmatico è sempli­cemente un insegnante che non insegna.

 

(Personaggi qui citati

1. Fagin era di ricettatore ebreo che appare nel roma o Oliver Twist (1838) di Charles Dickens.

2. James Strong (1822-1894), metodista americano, educatore e studioso della Bibbia.

3. Henry Salt (1851-1939), scrittore inglese, sostenitore della non violenza e del vegetarianismo.

4. Mary Baker Eddy (1892-1910), fondatrice del cristianesimo scientista.

5. Edward Carpenter (1844-1929), poeta, giornalista e filosofo glese, mili­tante socialista e attivista per i diritti degli        omosessuali. Prediligeva stile di vita radicali, come il vegetarianismo e il nudismo)

 

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