Amare l’Amore | Il Dio dei cristiani

Ma come si può pensare che il Dio che ha scelto di farsi uomo e morire in croce per tutti,  adesso chieda, improvvisamente, che la sua verità si affermi nel mondo chiedendo la morte di questo stesso uomo? Che razza di verità è questa? Di quale Dio parliamo?

La verità del Dio dei cristiani è invece un dono che suscita una risposta libera ed una Sapienza che non ha nulla a che fare con l’irrazionalità e la distruzione dell’uomo.

Dio ha unito l’amore per Lui con il riconoscimento della sua ‘immagine’ impressa in ogni uomo. Il più grande dei comandamenti è amare l’Amore… anzi per essere più precisi: “amare Dio sopra ogni cosa e l’uomo come se stessi’, o meglio: “amare come Gesù ci ha amati”, e dunque è quella’ “et et” a definire l’amore cristiano e non un “aut aut”.

Per questo motivo nel cuore del mistero cristiano, abita una Verità che non si afferma mai schiacciando il visibile, il buono, il corretto  il giusto presente in ogni uomo di questa nostra terra. Il Dio dei cristiani procede nel mondo non per violenza ma per arricchimento, esaltazione della bellezza, per la bontà e la verità insita in ogni cosa, ed in ogni persona, ovunque: tra credenti, non credenti, cristiani e non cristiani, persino tra gente che si oppone a Dio con la vita ed il pensiero. Egli è pur sempre il Dio che: “la canna infranta non spezzerà,  e non spegnerà il lucignolo fumigante” (cf. Mt 12,20).

Di conseguenza una vera sequela Christi non si compie mai attraverso il bigottismo, la coercizione, la manipolazione dell’altro… queste cose assomigliano piuttosto a gravi malattie dello spirito.

Gesù invece lo si conosce e lo si segue per pura attrazione, seduzione, illuminazione, grazia; non a caso John Henry Newman scrisse un complimento intitolato: ‘Lead , kindly Light’  – Conducimi tu luce gentile.

Dio è luce ed abita nella luce, luce senza tramonto, luce che invade l’anima e senza violenza conduce benignamente verso la meta a chi non le si oppone con il male.

Lui è l’unico Dio che ha dato la possibilità all’uomo di dirgli: no!, la possibilità di dire:  ‘ti ascolterò un altra volta’ (cf. At 17,32).

Così Gesù ha eliminato alla radice ogni fondamentalismo e alla stesso modo l’apostolo Pietro, in tempo di persecuzione, ha il coraggio di scrivere ai cristiani (di ogni tempo) :

“E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. E’ meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene che facendo il male” (1 Pt 3,14-16)

Dolcezza e rispetto chiede Pietro.

Soffrire piuttosto che distruggere la vita altrui (cf 1 Pt 3,17)

Il fondamentalismo cristiano non può che essere la negazione stessa della fede cristiana, la negazione stessa dell’identità più profonda del Dio dei cristiani.

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