Siamo orfani di silenzio e Parola | Pensieri

Quel distacco non può piacere.

Silenzio e Parola li abbiamo separati. Tragicamente sono diventati lontani, distanti. Non si parlano più, volutamente sono stati separati nella casa del cuore e della mente di molti cristiani.

É vero, a volte, ci piace stare in silenzio, guardare il mare, il cielo, un quadro, un film, ma non lo concepiamo più come grembo della Parola, come luogo in cui appare la forza splendente della Parola di Dio.

Piuttosto abbiamo dimestichezza con un silenzio che apre la strada verso noi stessi, verso l’io, verso il visibile ed il materiale. Siamo un pò come quei calciatori stanno in silenzio prima di battere un calcio di rigore. Stiamo in silenzio perché cerchiamo di raggiungere un bene umano, un obbiettivo terreno.

Ma c’è un altro silenzio di cui abbiamo bisogno come il pane, quello che cerca la volontà di Dio, che cerca il Bene, il Bello, il Buono ed il Santo. Un silenzio che altro dall’utile, dal consenso, dall’accordo sottobanco.

Ed anche se il tentativo di parlare del silenzio ci pare contraddittorio, poiché scrivendo il silenzio si spezza, tuttavia del silenzio bisogna tornare a parlarne.

Nella profondità del mistero cristiano infatti, esiste un silenzio che è l’altra faccia della Parola. Ignazio di Antiochia ha scritto che: “Una parola pronunciò il Padre e fu suo Figlio ed essa parla in eterno silenzio e nel silenzio deve essere ascoltata nell’anima” (Ignazio di Antiochia, Lettera agli Efesini, 15,1-2) Parola e silenzio, dunque, uniti mediante lo Spirito di Dio, stanno perciò nel cuore del credente, essi costruiscono davvero la verità del nostro pensare e del nostro dire. Se l’entrata nel mondo della Parola di Dio ha avuto come inizio e fine il silenzio di Dio, ciò vuol dire che ogni dire umano trova proprio in quel silenzio primordiale, il suo archetipo perfetto.

Se la giusta parola vuole diventare storia umana, il silenzio è allora necessario. Non possiamo diventare suoi orfani. Non possiamo cacciare via la parola dalla sua casa.

Si, il silenzio è casa della parola. Setaccio che distingue nell’indefinito e precisa nel vuoto del senso.

Senza di esso ogni dire non avrebbe approdo, ed ogni opera diverrebbe routine. Ogni parola perderebbe subito significato e sapore, trasformandosi in un vuoto chiacchiericcio o in un chiasso assordante.  A farci caso, solo una parola che nasce e termina nel silenzio produce senso. Se così non fosse avremmo rumore, un fastidio alle orecchie.

Dunque, bellezza cristiana è quel ri-unire parola e silenzio e così garantire una vera comunicazione.

Proprio lo Spirito di Dio che nell’origine comunione perfetta di Padre e Parola, diventa per noi il segreto di quella parola completa che il cuore cerca, una Parola originata dall’aver amato il Silenzio, averlo accolto e finalmente vissuto.

 

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