Quella Parola che genera il nostro esistere | Romano Guardini (1885 – 1968)

Questa notte mentre albeggiava all’ora in cui di solito arrivano i sogni, ne ho fatto uno anch’io.

Che cosa vi si svolgeva, non lo so più, ma era un qualche discorso e se fosse fatto a me, o da me, anche questo non lo so più.

Cosa successe nel sogno non lo so più, però qualcosa fu detto e non so se fu detta a me o su di me.

E fu detto che quando un uomo nasce gli viene donata una parola e ciò ha un significato molto importante: non è solamente una capacità o un’attitudine ma è una parola. Questa parola è detta dentro se stessi, però è una parola d’ordine per tutto ciò che accade. Essa è sia forza che debolezza. É un incarico e un dono. É una sicurezza, una protezione e un rischio.

Tutto ciò che accade mentre gli anni scorrono è esattamente la traduzione di questa parola, è il suo chiarimento ed è la sua realizzazione. E tutto questo avviene perché colui a cui fu detta questa parola (ad ogni uomo viene detta una parola) la comprenda e via rispettandola.

Forse questa parola sarà la base di quella parola che il Giudice un giorno ci dirà.

(1 agosto 1964)

(Romano Guardini, Berichte ùber mein Leben Autobiographische Aufzeichnungen Aus dem Nachlass herausgegeben von ‘Franz Henrich, Patmos Verlag-Dusseldorf 1984, 20)

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