Distinti in relazione | Il Dio dei Cristiani

Lo dimentichiamo spesso.

Il nostro Dio è Trinità e questa cosa pone una differenza fondamentale tra cristianesimo e tutte le altre religioni del mondo, ebraismo e islam compreso.

Non esiste infatti altra religione che professa una fede così singolare del suo Dio.

Esistono politeismi, monoteismi di diverso tipo, ma la fede trinitaria è altra cosa. Per questo ogni domenica il credente cristiano la professa ad altra voce, ricordando a se stesso le su radici.

Ora nel Dio dei cristiani si nasconde e si rivela il nostro mistero. Guardando Lui noi ci comprendiamo e quel mistero fatto di unità e di comunione, di distinzione e di relazione, e di molte altre cose ancora  parla di noi, noi che siamo creati a sua immagine.

Ma c’è un’altra cosa ancora.

Se osservavano l’insieme delle verità che la chiesa professa del suo Creatore, ci accorgiamo che esse non sono slegate le une dalle altre, non vivono come separate, come diverse anime di un unico mistero. In realtà tutte parlano dello stesso mistero e lo dicono in diverso modo ma tutte sono armonicamente unite le une alle altre.

Così ad esempio, dire che in Dio le persone sono distinte le une dalle altre, per cui il Padre non è il Figlio e lo Spirito Santo non è il Padre, non significa che ognuno sta per conto suo.

Alla distinzione dell’irripetibilità delle persone bisogna aggiungere subito che esse sono l’unico Dio e così la distinzione non distrugge la comunione.

Ma se questo è vero nel Modello in qualche modo dovrebbe essere vero anche nella sua immagine somigliante, cioè noi.

Così scopriamo che pur essendo noi persone distinte e irripetibili, siamo anche in relazione le une dalle altre, perciò la distinzione non distrugge il legame di carità.

Noi siamo distinti in relazione.

Molti errano proprio perché prendono come assoluto (ab solutus, ciò sciolto da ogni legame) la distinzione ma rifiutano di crescere nel legame di carità tra gli uomini che è poi vita di Spirito Santo o al contrario stanno sempre in comunione ma senza donare nulla di sé all’altro. Proprio qui appare la croce cristiana, poiché si cura il distinto e si nega il comune e viceversa, si cresce nella personalità e libertà ma si decresce nella comunione e nella relazione con i fratelli e viceversa, poiché quella relazione è via necessaria per comunicare doni e verità che già si vivono.

Forse per questo gli eretici di ogni tempo puntano il dito contro gli altri ma lo fanno separandosi da loro, mentre i santi dichiaravano l’errore ed il peccato continuando a vivere insieme con loro, e forse anche per questo si dice che la vita comune è la massima penitenza.

I santi sono davvero distinti in relazione con tutti.

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