Scrittura e Parola: la differenza dimenticata | Pensieri

Nel cuore del cattolicesimo si colloca la distinzione qualitativa e teologica tra Scrittura e Parola. La Parola infatti precede da sempre ogni scrittura ed è lei a generarla.

Se osserviamo la storia di Gesù, Parola vivente del Padre, tutto ciò si chiarisce.

Il divin Maestro infatti non scrisse mai nulla.

Non consegnò ai suoi discepoli nessun documento scritto.

Egli invece scrisse il volere del Padre suo direttamente sulle tavole del cuore dei suoi discepoli. Il maestro infatti volle abitare nei cuori dei discepoli e non su una carta.

Questa comunicazione straordinaria del suo mistero e quello del Padre suo, la attuò non con uno scritto ma con una Presenza. Per questo mostrò ai suoi amici cosa Dio vuole anzitutto con la sua vita, parlando, compiendo segni e miracoli ed infine inviando lo Spirito Santo.

Sarebbe stato lo Spirito a fare il resto, a ricordare ai suoi discepoli ogni cosa e diventare luce e amore per comprendere ed amare il senso di quel mistero.

Dunque, Presenza, parola e segni, Spirito Santo: ecco il metodo di Gesù.

Soltanto dopo quella esperienza di vita comune con Gesù, soltanto dopo aver visto ogni cosa, i suoi amici guidati dallo Spirito fecero diventare quella Parola, Scrittura senza poter ridurre la Parola a Scrittura.

Ecco perché noi abbiamo bisogno di Magistero e Tradizione. Solo nella sinfonia dei tre (scrittura, magistero e tradizione) continua il cammino del Verbo di Dio nel mondo. Apostoli e profeti come sacramenti della Parola vivente continuano ancora oggi a dire Dio ai cuori e far diventare la Parola Scrittura nei cuori di nuovi uditori.

Così la Parola restava Madre della Chiesa e la Chiesa divenne madre della scrittura.

Quegli uomini di Chiesa infatti, come Pietro, Giovanni, ed altri, prima ricevettero nel loro cuore la scrittura della Parola, poi con l’aiuto dello Spirito Santo la dissero e la scrissero in altri.

Tuttavia la bellezza di quel Verbo personale resta sempre oltre. Oltre ogni cuore, oltre ogni Scrittura. Colui che porta in sé ogni dolcezza, è oltre, dentro e sopra la sua Chiesa.

Per questo motivo  possedere una scrittura non è la stessa cosa che ricevere la Parola. La scrittura la si può padroneggiare, la Parola, Il Verbo di Dio vivente, no!

Molti oggi volendo possedere la lettera di una scrittura dimenticano che essa è una tappa verso il Verbo di Dio, quel Verbo che scuote l’anima e parla di conversione. Bisogna perciò leggere e udire, pregare lo Spirito e ricevere la sua luce, fino a purificare il cuore e formarsi una coscienza retta.

Alla fine Cristo sta sempre oltre noi, fuori di noi…  e qui il suo mistero diventa infinito.

 

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio.

Egli è la tua Parola vivente, per mezzo di lui hai creato tutte le cose, e lo hai mandato a noi salvatore e redentore, fatto uomo per opera dello Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria […]

(Prefazio all II preghiera Eucaristica).

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