Gli abitanti del Verbo | pensieri

Il tema della Profezia è diventato oggi sinonimo di predizione, di visione anticipata di cose future. Con esso ci troveremmo così davanti ad una specie di miracolo intellettuale che Dio concede a qualcuno affinché la sua mente veda nel futuro (non tanto quello cronologico quanto piuttosto quello cairologico) e lo comunichi immancabilmente.

Ma al nostro Dio interessa molto di più cambiare la direzione di vita dell’uomo di oggi, correggendolo con l’offerta di una nuova strada, piuttosto che condannarlo ad un futuro inevitabile. Al Dio ricco di misericordia che servirebbe rivelare quel tipo di futuro se poi abbandonerebbe la sua creatura ad una volontà buia? Il Dio dei cristiani è invece il Dio dell’oggi, il Dio che chiede di cambiare il qui ed ora dell’uomo perché il domani abbia vero futuro.

Ora i profeti biblici sono precisamente coloro che ci permettono quel salto nel presente.

Essi dichiarando la volontà attuale di Dio e mettendo l’uomo a contatto con essa, permettono di cambiare l’oggi dell’uomo e così il suo futuro venga appunto trasformato. Portatori di una parola non umana, capace di leggere pensieri e azioni degli uomini, i profeti biblici divengono paladini di un presente aperto a Dio. Accanto a Re e Sacerdoti,  sono coloro che rimettono in gioco soprannaturale e retta ragione, e come parola che Dio conserva purissima e libera da ogni compromesso, si rende presente proprio lì dove l’uomo dimentica, confonde, inquina, distrugge, falsifica, offusca il piano di Dio e quello dell’uomo. Quel loro continuo e spesso solitario contatto con il Signore che gli parla e li consola, li fa essere luce che splende nelle tenebre.

Abitando continuamente nel Verbo ne sono in qualche modo divenuti essi stessi parte di Lui.

Così i profeti biblici sono perennemente crocifissi sui due legni della verità del cielo e della carità per la terra, perché scelti per essere portatori e comunicatori di una parola viva e creatrice, che non proviene dal loro cuore ma dal cuore di Dio. Essi potranno persino piangere per qualcuno ma non per questo il Signore che tutto conosce non continuerà a notificargli una volontà contraria persino al loro cuore (cf. 1 Sam 16,1)

Ma se ogni battezzato è anche profeta, in ognuno di noi deve pur esserci qualcosa di loro, qualcosa che si costruisca guardando quei modelli.

Anche per noi prima o poi dovrebbe apparire quella resistenza alla false asserzioni su Dio, su l’uomo, sul creato. Prima o poi da quel continuo contatto con la Parola di Dio, raggiunta in diverso modo nella bibbia o nelle parole del magistero vivo della Chiesa, deve generarsi visibilmente un rischiaramento dei dubbi, un superamento dei luoghi comuni, una modifica di esperienze contrarie alla fede. Così  lì dove regna indisturbato l’accordo e il mercanteggiamento della verità, anche per noi dovrebbe apparire un pensiero vivo  ricco di quella nuova luce del verbo, quella bellezza antica e sempre nuova, quel presente gioioso aperto a Dio.

Così l’amore per Cristo ci introduce nella casa del Verbo e questa diventa per noi la roccia da cui scaturisce l’acqua viva che disseta ogni buona sentinella del Verbo di Dio.

Mi gridano da Seir: «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?». La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!». (Is 21,11-12)

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