Il segreto di ciò che è naturale

C’e qualcosa nella natura che è assolutamente inimitabile e non è perfettamente riproducibile.

Ogni buon agricoltore lo sa bene.

Ad esempio, essi sanno che ogni pianta da frutto per ben produrre ha necessità di diverse tipologie di tempo atmosferico. Il caldo, il freddo, la luce, pioggia, neve, l’umido il secco, insomma ogni forma moderata di tempo atmosferico è vera vita per quella pianta.

In fondo anche per loro esiste un tempo interno che non coincide con un puro kronos, con un accadimento sempre uguale e costante.  Anche per queste piante c’è necessità di variazione, di diversità poiché solo se convivono armonicamente tutti quei tempi la vita (i frutti) può espandersi in favore dell’uomo.

Ad esempio non tutti sanno che immagazzinare un certo numero di ore di freddo (fabbisogno in freddo) è assolutamente necessario per una buona produzione. In altre parole: se una qualsiasi piana attraversa un periodo di solo caldo nel momento in cui aveva bisogna di freddo intenso, il suo frutto non sarà buono né nutriente.

Avremmo frutti ma senza sostanza. Cibo che non nutre.

L’orologio della natura – sempre uguale ma sempre differente – dispiega così nelle stagioni il suo potere di produzione e solamente se il tempo “interiore” della pianta e quello “esteriore” (atmosferico) entrano in dialogo il frutto sarà nutriente, buono per uomini e animali.

Ma la cosa più straordinaria è questa: anche se concimi, serre, accorgimenti tecnici, riproducessero esattamente tutte quelle condizioni di cielo e di suolo necessarie ad una sana fruttificazione, alla fine mancherebbe qualcosa al frutto. La materia resta ma la qualità e la sua intrinseca bontà non è raggiunta.

Così l’antica regola della ‘bontà naturale’ resiste. La natura ottiene alla fine il suo riscatto e la sua rivincita sulla pretesa onnipotenza tecnologica. La lentezza vince sulla fretta, il tempo sull’artificio.

Qui la natura conserva il suo segreto e la sua indisponibilità. Qui ci appare ‘madre’ nel senso più antico e più sacro del termine. Madre insostituibile.

In fondo anche noi abbiamo bisogna di tempi differenti per produrre vita, periodi freddi e periodi caldi, periodo forti e periodi deboli, non dobbiamo per questo spaventarci.  Anche noi non siamo puro kronos  ma ci nutriamo di Kairos. Anche la nostra ‘natura’ conserva gelosamente  il suo segreto: noi non possiamo manipolarla fino in fondo perché non abbiamo potere completo sul segreto che è posto in lei. Noi, siamo spirito e storia, ci costruiamo pian piano nel dialogo tra essere e tempo, tra vita e scelte, tra crisi e rinascite.

In fondo anche noi abbiamo bisogno di un coefficiente congruo di “fabbisogno in freddo” senza del quale la nostra vita non cresce e non fruttifica. E quel “freddo” altro non è che quel periodo in cui con sacrificio portiamo la nostra vita nel vangelo.

Tempo freddo di penitenza che prepara il buon frutto della vita spirituale.

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