Sulla Trinità: immagini e spiegazioni | Erasmo da Rotterdam (1466 – 1536)

” Non c’è nulla fra le realtà create che possa dirsi propriamente simile alla natura divina, né vi sono parole umane con le quali possiamo parlarne con proprietà. Né vi sono immagini della mente umana che esattamente – come si dice – si accordino alla divina natura.

E si reca offesa a quella adorabile maestà, se la si paragona temerariamente con realtà umane.

Ti offrirò tuttavia un’immagine, ma molto dissimile.

Contempla il sole e i raggi che promanano, e il calore che promana dall’uno e dagli altri. Come il sole è la sorgente di luce e di calore, così il Padre è la sorgente del Figlio, che è luce da luce. E come il calore promana sia dal sole che dai suoi raggi, così dal Padre e dal Figlio procede lo Spirito Santo.

Ora, provati ad immaginare un sole che non abbia mai cominciato ad essere né mai cesserà di essere: non profanerebbero forse da esso raggi eterni, e da quel sole e dai quei raggi non uscirebbe un calore ugualmente eterno?

….

A qualcuno poi piace quest’altro paragone.

La mente, la ragione e la volontà, è l’unica anima: la mente è la fonte da cui scaturisce la ragione giudicante, e da ambedue promana la volontà che ama.

Così il Padre è la fonte, il figlio è il Lógos, cioè la ragione, lo Spirito Santo è la carità.

La terza immagine può essere bene accolta particolarmente dalle persone colte: e si riferisce alla mente e alla parola concepita nella amante, poiché se quella mente fosse incerta, certo anche la sua parola sarebbe incerta. Tuttavia, per comprendere in questa similitudine anche lo Spirito Santo, poniamo la mente e la parola che ne nasce e colpisce gli orecchi degli altri in modo che nulla rimanga nel cuore – e avremmo lo Spirito, senza il quale la mente non proferisce parola. La mente è il Padre, la parola concepita nella mente è il Figlio, il procedimento della parola lo Spirito Santo.

Anche una sorgente ha una qualche similitudine col Padre, il flutto che sgorga dalla sorgente con il Figlio, la fertilità dei campi, data dalla sorgente con i suoi flutti, con lo Spirito Santo.

Ma in questo esempi molte cose non quadrano.

Il raggio non è la stessa cose col sole, così da essere sostanza, e il calore è un accidente, non sostanza, ed è ben lontano dall’essere la stessa cosa del sole e dei raggi.

E la nostra Parola è un accidente una realtà transitoria, e lo Spirito con cui pronunciamo la parola è un accidente – un moto dell’aria – come anche la fertilità non è affatto sostanza, né è la stessa cosa con la fonte e con il frutto. Perciò mettiamo da parte questa immagini.

E ciò che la ragione umana non giunge a comprendere, lo tenga fermo la fede, ciò che le sacra Scritture trasmettono, ciò che il Cristo incarnato ha insegnato, ciò che è stato confermato da tanti miracoli, ciò che mediante la Chiesa insegna lo Spirito di Cristo, è da ritenersi molto più certo che se fosse provato da mille dimostrazioni o percepito da infiniti sensi, se tanti ne avessimo.

É lecito ricercare intorno alle realtà divine, soprattutto peer colui che ha i sensi ben esercitati; ma occorre farlo con tremore e sobriamente, e dopo aver gettato lo stabile fondamento della fede, e infine per quanto ci è concesso in questa vita mortale, nella quale vediamo Dio mediante la fede, ma come in un uno specchio ed enigma (1 Cor 13,12).

Del resto come sia la natura divina, neppure le menti angeliche lo comprendono, di modo che anche là c’è posto per la fede, che crede quanto trascende ogni intelletto creato “.

(Erasmo da Rotterdam, Spiegazione del Credo, Città Nuova, Roma 2002, 52-53)

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