Quella Parola che precede ogni storia | Pensieri

Nel Vangelo di Giovanni troviamo l’affermazione dell’esistenza eterna del Verbo di Dio, esistenza che precede la sua incarnazione.

In particolare sono tre le affermazioni concatenate del quarto Vangelo: “In principio era il Verbo, il Verbo era Dio, Il verbo era presso Dio”. Nelle lezioni universitarie parigine dedicate all’esegesi del vangelo di Giovanni (1270), Tommaso d’Aquino si preoccupa di mostrare la Divinità del Verbo Incarnato. Il dottore della chiesa sapeva bene che non bastava evidenziare l’umanità perfetta di Gesù di Nazareth, ma bisognava affermare che quella umanità era assunta dal Figlio eterno di Dio, seconda persona della santissima Trinità e perciò bisognava anche affermare che: “in principio era il Verbo” quel Verbo che “era Dio” in se stesso ed anche era “presso Dio” (perché il la Parola è da sempre “presso il Padre”) e poi  affermare quel Verbo “divenne carne”, cioè uomo.

La Parola di Dio dunque non si è originata dalla terra e non procede dal basso ma dal Padre.

Questa profonda verità ha enormi conseguenze per la vita di ogni discepolo del Signore. Da qui nasce il collegamento con tutti coloro che comprendono in modo sicuro ciò che è parola. Coloro che dicono senza inganno: “questo non appartiene al buon deposito della parola”.

Così il cuore del cristiano sta in alto, perché vuole abitare in una parola che viene dal cielo e che chiede di essere vissuta. Ciò non significa che ogni cosa debba discendere dall’alto, che ogni azione anche minima dev’essere dettata esattamente da Dio in ogni nostro passo… chi potrebbe avere una certezza così assoluta? Ma significa certamente che in tutto ciò che è più evidente, pensiero e azione non devono sicuramente opporsi alla verità contenuta in quel Verbo che da sempre ci precede come luce e forza.

Cristianesimo allora significa parola incarnata e cristiano è colui che fa diventare carne ogni parola data da Dio senza nessuna trasformazione, manipolazione, cambiamento. Senza aggiungere né togliere.

Il cristiano perciò pensa, chiede, indaga, invoca l’aiuto dello Spirito Santo come luce e sapienza, ma non modifica. Se lo facesse avremmo una nostra religione ma non quella di Cristo. Maria santissima infatti non orienta la sua vita secondo decisione autonoma ma prima chiede all’angelo, desidera una spiegazione di ciò che ha udito e una volta intesa e compresa la parola che viene dal Padre dei cieli, vive di essa, dice il suo sì. Maria non decide cos’è e qual’è la parola da vivere, ma accetta di vivere secondo la parola data dall’angelo.

In questa luce si comprende bene come prima del pensare, del decidere, dell’andare, c’è l’ascolto, c’è il credere, il ricevere, il capire, l’obbedire. La pace interiore del fedele cristiano inizia precisamente da questo atteggiamento.

La parola che salva, dunque, non è posta dall’uomo ma creduta, no viene dalla nostra personale comprensione di nuove esperienze o di nuovi eventi, ma è da sempre quella data in Gesù. Noi dunque restiamo sempre in cammino verso di essa, di fede in fede.

Solo così ogni parola che esce dalla bocca di Dio diventa per noi luce in una valle oscura.

 

 il.topodin.com косметичка купитьсамый мощный ноутбукmp3 mp4oltatravel как добавить в поисковик свой сайтнабор инерционных машинок купитьпосольство израиля в москве записьвоздушный ресивер купить

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *