Generazione | il Dio dei cristiani

Rimango folgorato quando penso al modo in cui bibbia e fede della chiesa descrivono la relazione tra il Padre dei cieli e il Figlio eterno prima della incarnazione.

Rimango quasi smarrito, come se mi mancasse la terra sotto i piedi, quando con l’intelligenza ed il cuore mi soffermo su ciò che santi teologi e Padri della chiesa intuiscono, a partire dalle parole del vangelo, a proposito di quel legame che da sempre è nella Trinità.

L’eterna relazione tra Padre e Figlio è contenuta ed in qualche modo intravista, precisamente nel concetto di “generazione”. Con quel termine, la fede cattolica ci dona una traccia del mistero intimo di Dio, una traccia ben definita che però – come ogni altra cosa che si scopre guardando il nostro Dio –  si può riflettere, come l’osservazione di un modello, in ogni nostro agire.

Generazione è dunque quel termine che spiega il modo attraverso cui il Figlio pro-viene dal Padre.

Si, ogni cosa visibile ed invisibile, proviene da Dio Padre, ma il Figlio suo proviene da Lui in un modo specialissimo e unico.

Guardandolo, ad esempio con gli occhi di Ilario di Poitiers, possiamo scoprire che qell’atto eterno di Dio Padre che in modo assolutamente semplice e perfetto, comunica al figlio, tutto di sé, tutta la sua sostanza, donando al Figlio anche la possibilità di essere principio di tutte le cose visibili ed invisibili. Qui il mistero diventa sommo….

La cosa intrigante e che questo eterno atto definito generazione, non coincide con una clonazione, con una ripetizione assolutamente identica dell’archetipo cioè del Padre, ma con esso ci troveremmo davanti ad un atto irripetibile: il Padre genera uno distinto da sé, e così dona sostanza ad una persona a lui distinta.

Per questo atto Padre e Figlio sono davvero “una cosa sola” ma non sono “la stessa cosa”.

L’amore che li unisce sostanzialmente coincide anche con l’amore che li distingue personalmente.  Che mistero!

Avremmo in questo termine la spiegazione più profonda del fatto che il Dio dei cristiani non può essere un Dio solitario. Egli non deve superare la solitudine ricercando altro da sé, poiché già da sempre è comunione.

Il nostro Dio non conoscere una solitudine esistenziale, simile a quella che la Bibbia attribuisce all’uomo prima della creazione della donna.

Dio fin dall’eternità è “Comunione”,  eterno scambio di vita tra Padre Figlio e Spirito Santo.

Egli  è il “Solo Dio” ma non è il “Dio solo”.

Così nel guardare questo mistero primordiale scopro un modello a cui ispirarmi quando per mezzo della Parola e dei sacramenti si genera la vita divina negli altri.

Colui che genera vita non crea identici a se stessi, non crea gente che pensa in tutto e per tutto come il generante, ma conservando la sostanza della verità di cristo e del vangelo fa sì che colui che è generato diventi a sua volta colui che dona in una propria personalità unica e irripetibile lo stesso mistero di Dio.

Così alla fine è chiaro che solo chi genera il distinto da sé è il vero imitatore del Dio de cristiani.ресторан никасlenovo планшет ценасамый лучший ноутбук 2016 годаноутбуки асерtraders unionрегистрация сайта в гуглеbusiness translation servicelegal spanishкупить кухню в украине

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