Sacerdoti al tempo della non credenza

Reductio

Credo sia questa una buona parola che interpreti l’essere del prete oggi.

In un tempo in cui l’utile ed il necessario sembrano prendere la rivincita sull’idea di verità come dono di Cristo e della Chiesa e di possibilità come frutto della creatività dello Spirito Santo, lo spazio tridimensionale entro cui ogni buon prete (cattolico) vive la sua missione (quello dell’annuncio, del governo della anime e della loro santificazione), viene violentemente ridimensionato nel suo significato salvifico.

Detto in altre parole: L’annuncio del Verbo perde la sua nativa dimensione di diunamis mutandosi in una informazione senza nessuna apertura alla presenza attuale di Cristo mentre  il governo delle anime  si trasforma a sua volta in una maniacale attenzione al retto funzionamento delle attività programmate e concordate. Infine il termine santificare  esprime semplicemente un corretto svolgimento di riti sacri.

Tutto qui. Il mondo non chiede altro.

Tutto sembra ridursi, depotenziarzi, e ciò che rimane è una prassi immanente e fredda, dove Cristo e l’uomo restano sostanzialmente lontani nella mente, nel cuore, nella vita.

Bisogna allora superare questa specie di gioco al ribasso.

C’è infatti una grande bellezza da recuperare, quella che appartiene all’essere sacerdotale  insita nell’idea biblica di pastore, pescatore, sorvegliante, strumento, curato. Una bellezza non ingenua, aggiornata, capace di entrare in dialogo col mondo. una identità relazionata ed aperta.

Quel surplus di significato le cui radici stanno nella volontà del Cristo Maestro, insopportabile al nostro tempo, perché rimette in campo l’agire di Dio attraverso gli uomini. Noi al contrario concediamo a questo Dio al massimo un’esistenza  fuori da questo nostro mondo come causa degli enti, ragione dell’esistenza, garanzia del suo funzionamento, ma un Dio che ama e che è Amore esso stesso, amore che cerca ogni uomo per salvarlo ci è divenuto estraneo. Lo scandalo è proprio credere in un un Dio che agisce qui ed ora.

Così il sacerdote, se Dio Amore sparisce, è pensato come servo di quel Dio lontano dal mondo. Un Dio plausibile ma incapace di compiere miracoli e suscitare la fede e l’obbedienza nel suo nome. Ecco perché superare questa reductio, bisogna far emergere la traboccante vita del Dio trinitario in questo nostro mondo, lavorando e curando la sua presenza nei cuori.

Così, alla fine,  superare questa reductio diventa una inevitabile missione, ardua e faticosa, per ogni sacerdote.

ооо посудаkomandirovka.ru наушники xiaomi quantieновые ноутбукиfb consultпозиции сайта по запросуконсульство австрии в харьковеполигонжакет для девочки 8 лет

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *