Il pensiero e l’amore | Ludwig Wittgenstein (1889 – 1951)

Se Cristo ‘non è risorto’ si è putrefatto nella tomba come ogni uomo. Egli è morto e putrefatto. Allora è un maestro, come chiunque altro, e non può più essere d’aiuto: e noi siamo di nuovo in esilio, soli.

E possiamo accontentarci della sapienza e della speculazione.

Siamo, per così dire, in un inferno dove possiamo soltanto sognare, separati dal cielo come da un soffitto. Ma se devo essere veramente redento, allora ho bisogno di certezza – non si sapienza, sogni, speculazione – e questa certezza è fede.

E la fede è la fede in ciò di cui ha bisogno il mio cuore, la mia anima, non il mio intelletto speculativo. Perché è la mia anima, con le sue passioni, quasi con la sua carne e il sangue, che deve essere redenta, non il mio spirito astratto.

Forse si può dire: soltanto l’amore può credere alla resurrezione. Oppure è l’amore che crede alla resurrezione.

L. Wittgenstein, Pensieri diversi, Adelphi, Milano 1980, 68.

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