Una theoria fondata nell’idea di bellezza | Hans Georg Gadamer (1900 – 2002)

È vero che anche per le altre manifestazioni della natura, si tratta di piante oppure di animali, si è cominciato pian piano a riconoscere che lo schema razionale, di stampo teologico, che vede una natura economa che non fa nulla “invano” era in realtà troppo angusto.

Ma quando il comportamento si conforma consapevolmente a scopi a cui non c’è bisogno di discutere perché si tratta di scopi comuni e voluti da tutti, allora tutto ciò che oltrepassa la mera utilità e il mero utilizzabile acquista una connotazione particolare…

Noi lo diciamo “bello” nello stesso in cui i Greci parlavano di Kalon. 

Kalon non designava soltanto le  reazioni dell’arte e del culto, le quali oltrepassavano il domino della necessità, ma comprendeva anche ciò che è desiderabile senza ombra di dubbio e che non era necessario giustificare mostrandone l’utilità. Questo era per il Greci il dominio della theoria e theoria  per essi era l’esser-affidati a qualcosa che, sopravvenendo con la sua presenza, si offre a tutti, come un dono comune, e che, lungi dal diminuire se anche gli altri ne sono partecipi, come accade per tutti i beni, aumenta invece se ne prende parte e quindi non è oggetto di contesa.

Questa è in fondo la nascita del concetto di ragione: quanto più si presenta qualcosa che tutti considerano desiderabile, quanto più tutti si ritrovano accumulati da esso, tanto più per gli uomini acquistano in senso positivo la libertà, vale a dire una vera identità con ciò che è comune a tutti.

 

H. G. Gadamer, La ragione nell’età della scienza, Il Melangolo, Genova 1984, 58сотейник купитьmfxbroker.comлучший планшетцены ноутбукmedical translation servicesпроверить позиции сайта в поисковых системахдешевые туры в хорватиюtranslation services onlineмагазин игрушек киев

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