Togliere per apparire | Pensieri

Michelangelo Buonarroti, il grande genio rinascimentale, aveva una singolare visione del compito dello scultore.

Per lui  guardare il blocco di marmo di Carrara, che lui stesso cercava direttamente nella cava, significare intuire già il capolavoro in esso contenuto. A suo dire, bisognava solamente togliere il di più, eliminare ciò che ricopre l’immagine ancora pensata ma presente nella pietra, e così concretamente far apparire l’opera. In questo spirito nacquero grandi capolavori come la “Pietà”, il “David”, il “Mosè”.

Ma in quell’idea michelangiolesca possiamo scoprire un’idea tipicamente cristiana.

Anche noi siamo come quei marmi di carrara, o meglio siamo un’impasto di “terra” e “soffio” direbbe il libro della genesi (Gn 2,7). Anche noi siamo “visti” dal Creatore di tutto, il divino scultore e vasaio  delle nostre vite (cf Ger 18,1-12),  proprio a partire da un’immagine immessa in quella “polvere del suolo” da cui ogni uomo è tratto.

Egli ci ha plasmati fin dall’inizo, scolpendo in noi la sua immagine, (l’immagine del Figlio suo). Così dal battesimo in poi, sollecitati dalla verità della parola e trasformati dalla forza della grazia,  siamo chiamati a farla emergere per essere riconsegnata in tutta la sua bellezza davanti ad ogni uomo, mantenendola senza modificazioni e senza macchia fino alla fine della nostra vita.

Ogni vero cammino cristiano perciò, altro non è, che un togliménto del superfluo, una eliminazione consapevole di tutto ciò che offusca l’immagine divina in noi. In questo modo renderemo la nostra vita sempre più somigliante alla verità pensata fin dal principio dal Dio trinitario. I cristiani infatti hanno conosciuto la verità di quest’immagine non a partire da se stessi ma credendo e scoprendo la persona del Cristo Gesù, il Figlo eterno del Padre, l’Imago Dei.

Tutta la nostra vita è dunque un togliere in vista di un apparire, una eliminazione di incrostazioni e marmo in eccesso, staccando quei piccoli blocchi di pietra dal nostro cuore, e facendo apparire la nostra bellezza, la nostra verità che viene da Dio.

Così crescere è sempre, e innanzitutto, un togliere che abilita e manifesta la perfezione dei particolari.

 (nella foto: particolare della “Pietá” di Michelangelo)

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