L’amore umano e le relazioni distinte | Il Dio dei cristiani

La confessione della fede trinitaria ha come suo cuore pulsante l’affermazione delle relazioni che accadono in Dio Trinità. Paternità, figliolanza, spirazione (attiva e passiva) così dicono i santi teologi. In Dio, qui è proprio il mistero, le relazioni dei Tre coincidono esattamente con le persone divine e per questo non si confondono mai. Il nostro Dio non è confuso,ma perfettamente ordinato e relazionato in modo che le persone divine sono precisamente costituite dalla loro relazione inconfondibile ed irripetibile. E così le quattro le relazioni divine costituiscono le tre persone.

C’è dunque un grande insegnamento da raggiungere con la mente ed il cuore nella confessione del primordiale mistero di Dio Trinità, e poiché siamo creati a sua immagine bisogna ammettere che c’è qualcosa in Dio che dobbiamo imitare, somigliare.

Ora anche tra gli uomini le relazioni sono atti fondamentali del buon vivere. Attraverso di esse vita e morte, gioia e dolori si comunicano. Le giuste relazioni sono come l’anima di ogni vita umana, nessuno sano di mente le potrebbe evitare .

Così fissando lo sguardo in Dio e mantenendo la fede sulla verità delle nostre relazioni interpersonali, è facile osservare come anch’esse soffrono se le consideriamo sovrapponili o intercambiabili. Nessuno oserebbe dire ad un’altro: “o tu o un altro è la stessa cosa!”. La relazione con una persona non può essere mai indifferente tanto da poter essere sostituta da un altra come avviene per un pezzo di un ingranaggio di un motore, se così fosse, il valore veritativo di quella relazione ed il valore oggettivo delle persone che ci stanno davanti andrebbe perduto. Anche il soggetto che pone quelle relazioni verrebbe sminuito nella sua verità.

Ogni atto di relazione vive perciò in forza di una sua concreta particolarità. Ora nella relazione più alta, la relazione d’amore, ciò diventa più manifesto.

Se uno ama rifugge con forza ogni atto ripetitivo e meccanico. La differenza tra una relazione tra oggetti o quella che si attua in una relazione guiridico-formale e una relazione in cui c’è amore umano, sta proprio nella necessità di far sorgere la distinzione tra le persone a cui ci si rivolge. Infatti mentre un qualsiasi funzionario o impiegato d’ufficio, non si pone nessun problema nel dover ripetere azioni indipendentemente dai soggetti a cui si rivolge, colui che ama distingue necessariamente, valuta i suoi atti in vista di chi li riceve, li pondera perché la relazione vive correttamente. In altre parole, nell’amore si pongono relazioni distinte, relazioni sempre creative, nuove, non omologate.

Insomma l’amore non è seriale e decidere di amare tutti non significa affatto omologarsi ad una catena di montaggio, ma piuttosto cerca relazioni distinte sempre nuove. Si tratta solo di renderle vere mediante il Vangelo rifuggendo ogni forma di egoismo, gelosia, invidia.

L’amore, quello ad immagine di Dio Trinità, non può che essere sempre creativo, concreto, senza possibilità di ripetizioni di gesti. Non  esistono relazioni uguali perché non esistono persone identiche. La malattia in una relazione tra due persone inizia perciò nel momento in cui la distinzione e la irripetibilità finisce. L’amore scade e si riduce a prassi, necessità, atto senza cuore.

Credo che la bellezza del Dio Trinità è tutta risposta nel suo traboccante mistero d’amore, dove le relazioni tra le persone divine si offrono a noi all’interno di un infinito movimento d’amore, un movimento sempre distinto e unico, come in un “flusso di relazione d’amore” (S. Alberto Magno) sempre vivo, sempre vero, assolutamente nuovo.

 

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