L’amicizia nella verità e l’inganno della falsa amicizia | Aelredo di Rievaulx (a. 1110 – 1167)

…. Chi dunque trova dolce godere di un amico, veda di goderne nel Signore, non alla maniera mondana, non nel piacere della carne, ma nella gioia dello Spirito. Ma mi chiederai cosa significhi goderne nel Signore. Dice del Signore l’Apostolo Paolo: É stato fatto per noi sapienza, giustizia e santificazione” (1 Cor 1,30). Poiché dunque il Signore è sapienza e giustizia e stratificazione, godere nel Signore significa godere nella sapienza nella giustizia e nella santificazione.

Con la sapienza si esclude la vanità del mondo, con la santificazione si respinge l’impurità della carne, con la giustizia si schiaccia ogni cortigianeria e adulazione. La carità infatti c’è, come dice l’Apostolo, se viene da un cuore puro, da una coscienza buona e da una fede non finta (1 Tm 1,5). Il cuore puro accoglie la sapienza la purezza mette il sereno nella coscienza e la fede non finta decora la giustizia.

Così ci sono persone che godono l’una dell’altra in cose vane e futili, nelle glorie del mondo e negli spettacoli profani, nella ricerca di ciò che è vacuo e nel piacere per ciò che è falso. Costoro non godono l’uno dell’altro nella sapienza e dunque non in colui che è forza di Dio e sapienza di Dio.

Atri, se non i peggiori, sono certamente più sordidi: in loro non è rimasto quasi più niente di umano e l’oscena turpitudine li ha trasformati in bestie, e godono gli uni degli altri in banchetti lussuriosi e in desideri impuri. Questi non godono l’uno dell’altro nella santificazione, che consiste nella dolcezza della carità e quindi non godono del Signore…  E quelli che godono gli uni degli altri nella cortigianeria adulandosi gli uni gli altri, donandosi sempre ragione e per la paura di offendersi e per a paura di offendersi l’un l’altro, questi non godono l’uno dell’altro nella libertà della giustizia e dunque non godono nel Signore.

Perciò se piace scambiarsi delle parole si parli dei comportamenti si parli delle Scritture, si pianga a volte insieme delle miserie di questa vita, si gioisce insieme nella speranza dei beni futuri, ci si rallegri a volte nella rivelazione reciproca  dei segreti, si condivida a volte il desiderio della visione beata di Gesù e dei beni celesti. ….

Godiamo nella giustizia perché nello spirito di libertà sappiamo esortarci a vicenda, corregerci a vicenda, convinti che è meglio ricevere una ferita da un amico che un bacio fraudolento da un nemico.

(Aelredo di Rievaulx, Lo specchio della Carità, libro III)

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