Necessità, possibilità, grazia divina

A livello umano esiste una duplice orientamento davanti alla storia.

Ci sono anzitutto le cose necessarie. Queste, come dice il vangelo non bisogna ometterle (cf. Mt 23,23), ma appunto bisogna praticarle senza venir mai meno a tutto ciò che la saggezza esige. Di queste cose fanno parte le quotidiane occupazioni, mansioni, responsabilità di missione, di lavoro, di ufficio ecc.

Poi ci sono le possibilità.

Se, ad esempio, il contadino si chiedesse, al mattino, cosa fare ancora della sua vigna dopo averne osservato la prolungata improduttività, Ecco, allora una nuova domanda. Qui non ci troveremmo più nel campo delle necessità ma in quello della possibilità. Anzi, per dirla correttamente, la storia stessa mette il contadino nella situazione di dover guardare alla possibilità del cambiamento! Così se il contadino continuasse ad andare avanti solo per necessità, le cose ovviamente non cambierebbero, egli continuerebbe a fare le cose di sempre: potare, vangare, concimare, e fruttificherebbe sempre di meno. Ma se si chiedesse con nuovo sguardo “cosa devo fare ora perché la mia vigna troni a produrre come un tempo o addirittura, cosa posso fare oggi perché oltre al solito raccolto ci sia qualcosa di diverso e di più redditizio?” ecco apparire con forza il regno della possibilità, l’idea di progetto, di pensiero pratico.

Nella possibilità c’è un idea di nuovo che il contadino cerca!

La vita dunque non si svolge solo nel cammino del necessario ma a volte anche in quello del possibile, del progettuale.

Proprio a questo livello interviene la grazia divina, la luce che illumina le menti e che ri-orienta la nostra vita. L’uomo di Dio infatti tra le mille e mille possibilità di cambiamento sa che deve cercare la cosa più gradita al Signore, più bella da vivere, ed allo stesso tempo, proprio perché sorge all’interno di una costante preghiera e di un dialogo fraterno, non svilisce affatto il cuore dell’uomo, ma lo compie nella gioia.

La vita è dunque un misto di necessitò, possibilità e grazia. Più mistero che previsione. L’uomo che non ha smesso di cercare Dio sa bene che, dopo aver fatto tutto quello che bisognava fare (cf. Lc 17,7-10) è l’uomo dell’attesa operosa, è colui resta in attesa dell’opera di Dio, del suo potente intervento nella storia e questo gesto di Dio lo sappiamo non è mai nelle nostre previsioni ma abita solamente il nostro amore e desiderio.

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“Perché desiderai di vedere con l’intelligenza ciò
che avevo già conosciuto con la fede” (cit.)духовный центрказан каккупить смартфон в донецкекитайский смартфонtranslations toпроверка позиций сайта онлайн бесплатноtopodin отзывыAustriaсветотехническое оборудование аэродромов

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