L’irripetibilità dell’azione dello Spirito in noi

Una delle primissime cose che ho appreso della fede nel Dio dei Cristiani, è l’irripetibilità dell’agire divino. Dio non fa cloni, non ripete come fanno le macchine di una catena di montaggio. Dio fa sempre cose uniche poiché è il Creatore di ogni dettaglio del mondo.

Se osserviamo un prato in un parco o un bosco ciò è evidente. Il creatore ha immesso nella sua creazione nessuna forma di clonazione ma ogni filo d’era ogni singolo albero non ha eguali. Tutto è nuovo, tutto è singolare, tutto è destinato a non ripetersi. In questo si vede tutta la grandezza del Creatore.

Ora anche i cristiani sono persone irripetibili poiché plasmati dal Padre mediante l’agire dello Spirito Santo che ci avvicina sempre più all’immagine del Figlio eterno. Ci avvicina (se diciamo s)i alla sua azione.

Così, in questa luce, mi sono sentito sempre come un dono irripetibile di Dio a cui però bisognava rispondere responsabilmente con verità e cioè non imitando altri, e neppure seguire la via che altri hanno percorso, ma al contrario cercando, anche con sofferenza, ciò che in me veniva da Dio, ciò che Lui mi chiedeva con i suoi doni, purificando ogni giorno la mia risposta.

Perciò anche i miei passi si fecero irripetibili. Inoltre compresi che non potevano e dovevano restare isolati dagli altri passi dei miei fratelli… nella comunione infatti rafforzai il cammino della singolarità.

Un giorno poi, nel libro primo di Samuele mi capitò di leggere un bellissimo passo che illuminava molto (cap. 17).

Trovai un passo in cui veniva spiegato come il giovane Davide si apprestò alla lotta contro Golia e come Saul intervenne cercando forse inconsciamente di bloccare la sua irripetibilità o meglio l’irripetibilità dell’azione dello Spirito Santo in Davide.

Il testo dice che: “Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza. Poi Davide cinse la spada di lui sopra l’armatura, ma cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: «Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato». E Davide se ne liberò.”

Mettersi i vestiti (armature) degli altri è errore. Lasciarsi rivestire dell’armatura degli altri è morte. Pensare di dare agli latri la propria forma del combattimento è errore. Per questo, nel momento in cui si è padroni della propria vita e si ha potere di disporre con verità della propria esistenza, bisogna liberarsi di tutto il carico inutile. Come fece Davide.

La scoperta della propria irripetibilità ( …. non riesco a trovare una parola più precisa di questa… ) è rispondere con precisione all’opera dello Spirito in noi… talenti, carismi. grazie particolari, crescita intellettuale, confronti, dialoghi fraterni, studio, Lectio divina, catechesi, confronto col pensiero laico e non credente, tutto concorre a formare la nostra singolarissima presenza nel mondo.

l’Apostolato vive precisamente di questo. Qui riposa anche la nostra gioia.

Dio non ripete mai. Come in natura ancor più con gli uomini Dio crea sempre pezzi unici. Qui riposa la bellezza della vita e del nostro apostolato nella chiesa e nel mondo.

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